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Riduzione del colesterolo LDL ed effetti cognitivi

30/10/2017 - Care. Costi della Assistenza e Risorse Economiche 2017;5


 

Come interpretare eventuali effetti lipidici correlati alla funzione neurocognitiva e se esista un chiaro legame causale è una questione dibattuta.

 

Se alcuni studi hanno cercato di dimostrare con risultati discordanti un legame tra bassi livelli di colesterolo e rischio di malattia di Alzheimer, demenza vascolare, qualsiasi demenza o malattia di Parkinson, più chiara è l’evidenza di effetti negativi dell’ipercolesterolemia sulla funzione cerebrale.

 

L’ipercolesterolemia in età adulta costituisce infatti un fattore di rischio noto per la malattia di Alzheimer ed è stato mostrato come il colesterolo dietetico induca la generazione di sostanza beta-amiloide negli animali sperimentali e provochi difetti di memoria nei topi.

 

Date queste evidenze, si può ipotizzare che la riduzione dei livelli di colesterolo nel plasma possa essere utile e che il trattamento con statine abbia un effetto preventivo sullo sviluppo della malattia di Alzheimer. Anche se alcuni studi hanno mostrato un effetto benefico, due grandi studi prospettici non sono riusciti a confermare questa ipotesi. L’evidenza più recente proviene dai risultati del trial EBBINGHAUS, che ha coinvolto un sottogruppo di pazienti del trial FOURIER, uno studio clinico di fase III volto a studiare l’efficacia e la sicurezza di evolocumab per la riduzione del livello di colesterolo LDL.

 

È indubbio il ruolo fondamentale che il colesterolo riveste nel cervello, ma i meccanismi fisiologici e patologici a cui partecipa sono ancora da chiarire. Alcuni studi hanno suggerito associazioni non lineari, e fortemente modificate da altre variabili, tra i livelli di colesterolo e alcuni outcome cognitivi, come lo stato mentale globale, l’apprendimento verbale, la funzione esecutiva e la funzione linguistica. Livelli di colesterolo totale più elevati sono stati associati a prestazioni cognitive inferiori tra le donne giovani o in età adulta, ma a migliori prestazioni cognitive tra soggetti anziani.

 

Questi dati suggeriscono relazioni longitudinali differenziali tra colesterolo e declino cognitivo attraverso diverse età e domini funzionali, che potrebbero in parte spiegare le incoerenze esistenti nella letteratura su questo tema. Allo stato attuale delle conoscenze non esistono motivi per allarmi specifici, tuttavia sia livelli molto bassi che livelli molto alti di colesterolo meritano ulteriori ricerche sul loro ruolo quali possibili fattori coinvolti nei cambiamenti cognitivi per tutta la durata della vita.

 

 

L’angolo della SITeCS - Care. Costi della Assistenza e Risorse Economiche - 2017;5

Pdf dell'articolo (150kb) da Care 2017;5

 


Articoli pubblicati sulla rivista CARE - costi della assistenza e risorse economiche
nella rubrica  «L’angolo della
SITeCS»   disponibile all’indirizzo www.careonline.it